I personaggi del Borgo



Michele Valenti | Il padre che guarda il lago

Michele è un uomo buono. Non nel senso ingenuo, ma nel senso più raro: quello che non fa rumore.

Ha ereditato la villa e il nome, ma non lo stesso istinto imprenditoriale di chi c’era prima. Michele non costruisce imperi: tiene insieme persone.

La sua forza è anche la sua crepa: tende a credere che il male abbia sempre una spiegazione semplice, un margine di errore, una scusa possibile.

E quando la realtà gli chiede durezza, lui si rifugia nel silenzio.

Cosa mostra agli altri

Un padre presente, gentile, misurato.

Un uomo che parla poco e prova a non ferire nessuno.

Cosa nasconde

Una tensione che non dice. Una stanchezza che non ammette.

E un’abitudine notturna: andare sulla terrazza a guardare il lago, come se lì potesse trovare una risposta che altrove non arriva.

Pensiero del giorno (Michele)

Michele scende le scale senza accendere tutte le luci.

Non vuole svegliare la casa. O forse non vuole svegliare sé stesso.

La villa, di notte, è diversa: sembra più grande, più vuota.

I corridoi trattengono i rumori come fanno i luoghi antichi—li assorbono e li restituiscono trasformati.

Apre la porta della terrazza. L’aria gli punge il viso.

Il lago è lì sotto, immobile, eppure pieno.

Michele lo guarda come si guarda un volto che ami, ma che non capisci più.

Pensa a suo padre. Pensa a ciò che è stato costruito.

E pensa ai figli: tre vite, tre direzioni, tre silenzi diversi.

Vorrebbe credere che tutto si aggiusterà da solo, come hanno sempre fatto le cose…

ma nel petto sente una frase che non gli piace:

“Il silenzio non basta più.”

Domanda ai lettori

Secondo te Michele è più…

🕯️ un uomo che protegge (tenendo tutto insieme)

oppure

🌫️ un uomo che evita (per paura di affrontare)?

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