Borgo Sasso, quando il lago si addormenta (ma tiene un occhio aperto) C'è un'ora, a Borgo Sasso, in cui il paese smette di fingersi normale. È l'ora in cui il sole scivola dietro il costone e il lago, per qualche minuto, diventa dello stesso colore del cielo: un grigio-argento che non è né giorno né notte, e che a me, ogni volta, mette addosso una strana inquietudine felice. Se avete letto anche solo uno dei romanzi della Saga, sapete già che non è un'inquietudine casuale. Oggi voglio portarvi lì, senza trama, senza indizi da seguire — solo per guardare insieme il borgo respirare. Villa Valenti, bianca con le imposte rosse, è la prima cosa che si vede scendendo dal tornante. A quest'ora una delle persiane del primo piano è sempre socchiusa di qualche centimetro, non un dito di più, non un dito di meno: da anni mi chiedo chi la lasci così, e da anni mi rispondo che forse è meglio non saperlo. Sotto, il giardino digrada verso il grande faggio, quello con la corte...